Fai fagotto, si parte!
Viaggi fantastici, itinerari fantasiosi per bambini di ogni età, dentro e fuori dal fagotto
martedì 6 ottobre 2026
domenica 27 settembre 2026
BRAVACHE per
clarinetto basso e fagotto, dedicato all’amico e virtuoso clarinettista Fausto
Saredi, è un pezzo spavaldo di pochi minuti. Giusto il tempo di
viaggiare su una scia di sedicesimi a 120 al metronomo, una piccola sosta da Susanna e poi dritti a
casa, come se niente fosse. Ringrazio Fausto, eccellente compagno di viaggio di
questa scorribanda.
BRAVACHE for bass clarinet and
bassoon, dedicated to Fausto Saredi, is a bold and swaggering piece lasting
just a few minutes. Just enough time to ride a wave of sixteenth notes at 120 BPM,
make a brief stop at Susanna’s, and then head straight home, as if nothing
happened. My thanks go to Fausto, an excellent traveling companion on this
musical escapade.
sabato 12 settembre 2026
Vyacheslav Artyomov, born in Moscow on June 29,
1940, is still considered one of the greatest living Russian composers in the
contemporary classical music scene. In recent years, the record label Divine Art Records has curated a
massive discographic retrospective (a series of over ten albums) to reissue and
preserve much of his orchestral and chamber works.
Among
these, A Garland of Recitations (1975–1981) stands out. It is a work in
a single continuous movement that contrasts a static string carpet—described by
critics as an introspective and meditative canvas evoking the night sky—with
four solo wind instruments (flute, oboe, saxophone, and bassoon) that alternate
and emerge, singing solitary sonic prayers.
The
bassoon part was published individually by the publisher Sikorski in 1985
within the collection “Neue russische Musik für Fagott solo” under the
title Rezitation V.
mercoledì 2 settembre 2026
venerdì 21 agosto 2026
Ho utilizzato le note che compongono
il nome di Milarepa (MI-LA-RE) e, in onore della sua mistica generosità, ho
aggiunto la prima persona singolare del verbo dare: DO.
Su questa cellula di quattro note nasce questo elogio a Milarepa.
Per chi non conoscesse questo grande maestro, riporto le sue parole:
Su questa cellula di quattro note nasce questo elogio a Milarepa.
Per chi non conoscesse questo grande maestro, riporto le sue parole:
«Io sono un uomo solitario,
sono uno yogin tibetano,
sono MILAREPA;
ho studiato poco, ma possiedo grandi istruzioni;
ho una mente piccola, ma possiedo grande perseveranza;
dormo poco, ma sono molto assiduo nella meditazione.
Conoscendo una cosa sola, sono esperto in tutto;
capisco ogni cosa, sapendo che tutto è di un’unica natura;
sono esperto della verità assoluta.»
(Capitolo XX / 1 – “I Centomila canti di Milarepa”)
venerdì 14 agosto 2026
È con
profonda emozione che condivido la registrazione di Contaminazione per
fagotto solo, che il mio maestro Lino Brandolini (1948) mi ha dedicato.
Sono stato suo allievo al Conservatorio di Milano, dove
mi sono diplomato nel 1984. La sua indole passionale ha influenzato
profondamente il mio modo di suonare: mi ha insegnato la proiezione del suono
al canto di “Parlami d’amore Mariù”! Mi ha dato fiducia fin da subito.
Mi ha accompagnato nei primi passi nel mondo della musica portandomi con sé; ho
avuto il privilegio di suonare accanto a lui nell’Orchestra dell’Angelicum e ho
imparato molto dalle sue lezioni sul campo. Mi ha ospitato a casa sua... insomma,
a lui devo molto.
Lino Brandolini, allievo di Armando Cabassi al
Conservatorio di Pesaro, è un musicista a tutto tondo. Negli anni '60, a soli
16 anni, è stato uno dei membri fondatori de I Da Polenta, un noto
complesso beat originario di Ravenna con il quale si spostava sui palchi della
Riviera adriatica. Lì suonava l'organo Hammond e cantava, incrociando nelle
serate il gruppo di Lucio Dalla. Con I Da Polenta incise l'album 33 giri
dal titolo Vietato ai minori di pochi anni e vinse, nel 1966, il prestigioso
premio nazionale “Campanile d'oro”.
Successivamente è stato primo fagotto nell’Orchestra
dell’Angelicum, dopo aver suonato nell’Orchestra Stabile dell’Emilia-Romagna
(poi diventata Orchestra Arturo Toscanini) nelle prime stagioni a cavallo tra
gli anni ‘70 e ’80 e durante le successive evoluzioni della compagine
sinfonica, collaborando inoltre con l’Orchestra dell'Arena di Verona.
Alla sua prestigiosa attività artistica ha affiancato
un'altra grande passione: lo sport delle bocce, specialità Raffa. In Romagna ha
gareggiato per molti anni a livello agonistico, conquistando numerosi
piazzamenti di prestigio nei tornei ufficiali della Federazione Italiana Bocce.
Un'ulteriore dimostrazione della sua determinazione e della sua inesauribile
voglia di mettersi alla prova.
Grazie, Lino, per aver creduto in me e per avermi
insegnato che la musica, prima ancora di essere tecnica, è passione, umanità e
condivisione.
(cover MULTITUDE di Vincent Dalschaert ex allievo di
Brandolini)