lunedì 12 ottobre 2026


 

Presi il cestino della merenda, la coperta da picnic e un flauto magico, si parte per una gita.

L’aria è quella dell’opera lirica e gli uccellini si esibiscono sul palcoscenico del bosco.

Passa Papageno con il suo richiamo per uccelli smarriti, passano i mori fra i rovi di more.

Passa il pomeriggio scanzonato, fatto di canzoni senza tempo.

domenica 27 settembre 2026



BRAVACHE per clarinetto basso e fagotto, dedicato all’amico e virtuoso clarinettista Fausto Saredi, è un pezzo spavaldo di pochi minuti. Giusto il tempo di viaggiare su una scia di sedicesimi a 120 al metronomo, una piccola sosta da Susanna e poi dritti a casa, come se niente fosse. Ringrazio Fausto, eccellente compagno di viaggio di questa scorribanda.

 

BRAVACHE for bass clarinet and bassoon, dedicated to Fausto Saredi, is a bold and swaggering piece lasting just a few minutes. Just enough time to ride a wave of sixteenth notes at 120 BPM, make a brief stop at Susanna’s, and then head straight home, as if nothing happened. My thanks go to Fausto, an excellent traveling companion on this musical escapade. 

 

sabato 12 settembre 2026


 


Vyacheslav Artyomov, born in Moscow on June 29, 1940, is still considered one of the greatest living Russian composers in the contemporary classical music scene. In recent years, the record label Divine Art Records has curated a massive discographic retrospective (a series of over ten albums) to reissue and preserve much of his orchestral and chamber works.
Among these, A Garland of Recitations (1975–1981) stands out. It is a work in a single continuous movement that contrasts a static string carpet—described by critics as an introspective and meditative canvas evoking the night sky—with four solo wind instruments (flute, oboe, saxophone, and bassoon) that alternate and emerge, singing solitary sonic prayers.
The bassoon part was published individually by the publisher Sikorski in 1985 within the collection “Neue russische Musik für Fagott solo” under the title Rezitation V.


 

venerdì 21 agosto 2026


Ho utilizzato le note che compongono il nome di Milarepa (MI-LA-RE) e, in onore della sua mistica generosità, ho aggiunto la prima persona singolare del verbo dare: DO.
Su questa cellula di quattro note nasce questo elogio a Milarepa.
Per chi non conoscesse questo grande maestro, riporto le sue parole:
Su questa cellula di quattro note nasce questo elogio a Milarepa.
Per chi non conoscesse questo grande maestro, riporto le sue parole:
«Io sono un uomo solitario,
sono uno yogin tibetano,
sono MILAREPA;
ho studiato poco, ma possiedo grandi istruzioni;
ho una mente piccola, ma possiedo grande perseveranza;
dormo poco, ma sono molto assiduo nella meditazione.
Conoscendo una cosa sola, sono esperto in tutto;
capisco ogni cosa, sapendo che tutto è di un’unica natura;
sono esperto della verità assoluta.»
(Capitolo XX / 1 – “I Centomila canti di Milarepa”)