È con
profonda emozione che condivido la registrazione di Contaminazione per
fagotto solo, che il mio maestro Lino Brandolini (1948) mi ha dedicato.
Sono stato suo allievo al Conservatorio di Milano, dove
mi sono diplomato nel 1984. La sua indole passionale ha influenzato
profondamente il mio modo di suonare: mi ha insegnato la proiezione del suono
al canto di “Parlami d’amore Mariù”! Mi ha dato fiducia fin da subito.
Mi ha accompagnato nei primi passi nel mondo della musica portandomi con sé; ho
avuto il privilegio di suonare accanto a lui nell’Orchestra dell’Angelicum e ho
imparato molto dalle sue lezioni sul campo. Mi ha ospitato a casa sua... insomma,
a lui devo molto.
Lino Brandolini, allievo di Armando Cabassi al
Conservatorio di Pesaro, è un musicista a tutto tondo. Negli anni '60, a soli
16 anni, è stato uno dei membri fondatori de I Da Polenta, un noto
complesso beat originario di Ravenna con il quale si spostava sui palchi della
Riviera adriatica. Lì suonava l'organo Hammond e cantava, incrociando nelle
serate il gruppo di Lucio Dalla. Con I Da Polenta incise l'album 33 giri
dal titolo Vietato ai minori di pochi anni e vinse, nel 1966, il prestigioso
premio nazionale “Campanile d'oro”.
Successivamente è stato primo fagotto nell’Orchestra
dell’Angelicum, dopo aver suonato nell’Orchestra Stabile dell’Emilia-Romagna
(poi diventata Orchestra Arturo Toscanini) nelle prime stagioni a cavallo tra
gli anni ‘70 e ’80 e durante le successive evoluzioni della compagine
sinfonica, collaborando inoltre con l’Orchestra dell'Arena di Verona.
Alla sua prestigiosa attività artistica ha affiancato
un'altra grande passione: lo sport delle bocce, specialità Raffa. In Romagna ha
gareggiato per molti anni a livello agonistico, conquistando numerosi
piazzamenti di prestigio nei tornei ufficiali della Federazione Italiana Bocce.
Un'ulteriore dimostrazione della sua determinazione e della sua inesauribile
voglia di mettersi alla prova.
Grazie, Lino, per aver creduto in me e per avermi
insegnato che la musica, prima ancora di essere tecnica, è passione, umanità e
condivisione.
(cover MULTITUDE di Vincent Dalschaert ex allievo di
Brandolini)