Fai fagotto, si parte!
Viaggi fantastici, itinerari fantasiosi per bambini di ogni età, dentro e fuori dal fagotto
mercoledì 22 luglio 2026
mercoledì 8 luglio 2026
Born in the United Kingdom in 1949, Allan Stephenson began playing the piano at the age of seven and took up the cello at thirteen. In 1968, he enrolled at the Royal Manchester College of Music, graduating in 1972. The following year, he moved to South Africa, where he became Associate Principal Cellist of the Cape Town Symphony Orchestra.
Stephenson conducted the South African premiere of Nielsen's Symphony
No. 4 and recorded the country's first classical music CD, featuring his Concertino
Pastorale for clarinet and orchestra. Among his stage works are the operas Wonderfully
Wicked, Who Killed Jimmy Valentine, and The Orphans of Qumbu,
the latter involving approximately 3,000 orphans from all ethnic backgrounds.
South African cellist, conductor, and composer Allan Stephenson died at the
age of 71. With more than 100 compositions spanning a wide range of genres, he
was a prominent figure on the South African classical music scene. He also
founded the Cape Town Chamber Orchestra and served for many years as conductor
of the string orchestra I Musicanti.
The Three Pieces for solo bassoon, composed in 2000, join
Stephenson's substantial body of works for the bassoon, which includes:
- Bassoon Concerto (1989)
- Konzertstück for six bassoons (1987)
- Divertimento for
three bassoons and contrabassoon (1995)
- Little Suite for Young Bassoons for four bassoons (1997)
- Miniature Quartet for
bassoon and string trio (1999)
- Trio for bassoons (2001)
- The Gnome's Walk for
bassoon and piano (2008)
mercoledì 1 luglio 2026
🎵 What is a
riff? It is a short, catchy, and rhythmic musical phrase that repeats
throughout a song, often driving the entire piece forward. It’s a core element
in rock, pop, and blues!
🎸 "RIFF", a track written a few years
ago by Danilo Zaffaroni and dedicated to Fausto Saredi and Michele Colombo,
finally comes to life!
✨ Thanks to
technology, the performers achieved a true "bilocation" to bring this
recording together.
☀️ Hoping this
track becomes the ultimate soundtrack and anthem for your summer, happy
listening! 🎧👇
giovedì 18 giugno 2026
NAMO GURAVE, il cui significato in sanscrito è «Mi inchino al Maestro Spirituale», è il mio ringraziamento al Guru, al Maestro che, senza chiedere nulla in cambio, illumina il Sentiero rivelandone la Meta.
NAMO GURAVE, in questo caso, è una composizione i cui suoni fluttuano verso Casa, là dove il silenzio comunica con la parte più profonda di noi stessi.
La Volontà Creatrice espande il Suo incommensurabile Amore nella vibrazione che si manifesta, prendendo forma anche nella materia. Intrisa del Suo Amore, la Vita appare.
Immagine di una parte di Sé, essa svela ciò che non può essere narrato, ma solo esperito da chi, andando oltre i simboli, ne vive il significato.
Come semi lanciati nel vento della musica, le parole del Guru attecchiscono là dove il cuore trascende la materia: in campi di silenzio.
Colorare la musica è l’idea che anima questo brano per fagotto solo.
La prima sezione, Yellow, esplora il registro più acuto dello strumento. Sonorità luminose e taglienti si delineano attraverso intervalli netti, evocando la vivacità e la brillantezza del colore giallo.
Con Blue il paesaggio sonoro cambia. Il discorso si sposta verso un registro più grave, dove il timbro del fagotto si fa più scuro e profondo. Il movimento in sei ottavi conferisce alla musica un andamento fluido, quasi pittorico. La sezione conclusiva, Green, nasce dall’incontro dei materiali precedenti. Le caratteristiche di Yellow e Blue si intrecciano e si fondono, generando una nuova dimensione espressiva, come accade ai colori che, mescolandosi, danno origine a nuove sfumature. L’indicazione agogica riportata in partitura è “Il tempo necessario” (ad lib.), con l’intento di lasciare all’esecutore la libertà di modellare il materiale sonoro in funzione dell’intensità espressiva che desidera ottenere.
venerdì 5 giugno 2026
Io vado all’asilo. Ci vado da grande e mi diverto come un bambino. Essendo
un musicista, porto con me un fagotto pieno di musica. Come da uno scrigno
magico, ne escono fiabe e fantasie sonore.
La filastrocca musicale Donato, l’orso imbranato è nata così: dalla fantasia che si
nasconde tra i disegni dei bambini, sul tappeto d’erba dove giocano a
raccogliere fazzoletti colorati come farfalle, su un treno senza binari che
corre verso montagne altissime e mari sconfinati.