Fai fagotto, si parte!
Viaggi fantastici, itinerari fantasiosi per bambini di ogni età, dentro e fuori dal fagotto
sabato 12 settembre 2026
Vyacheslav Artyomov, born in Moscow on June 29,
1940, is still considered one of the greatest living Russian composers in the
contemporary classical music scene. In recent years, the record label Divine Art Records has curated a
massive discographic retrospective (a series of over ten albums) to reissue and
preserve much of his orchestral and chamber works.
Among
these, A Garland of Recitations (1975–1981) stands out. It is a work in
a single continuous movement that contrasts a static string carpet—described by
critics as an introspective and meditative canvas evoking the night sky—with
four solo wind instruments (flute, oboe, saxophone, and bassoon) that alternate
and emerge, singing solitary sonic prayers.
The
bassoon part was published individually by the publisher Sikorski in 1985
within the collection “Neue russische Musik für Fagott solo” under the
title Rezitation V.
mercoledì 2 settembre 2026
venerdì 21 agosto 2026
Ho utilizzato le note che compongono
il nome di Milarepa (MI-LA-RE) e, in onore della sua mistica generosità, ho
aggiunto la prima persona singolare del verbo dare: DO.
Su questa cellula di quattro note nasce questo elogio a Milarepa.
Per chi non conoscesse questo grande maestro, riporto le sue parole:
Su questa cellula di quattro note nasce questo elogio a Milarepa.
Per chi non conoscesse questo grande maestro, riporto le sue parole:
«Io sono un uomo solitario,
sono uno yogin tibetano,
sono MILAREPA;
ho studiato poco, ma possiedo grandi istruzioni;
ho una mente piccola, ma possiedo grande perseveranza;
dormo poco, ma sono molto assiduo nella meditazione.
Conoscendo una cosa sola, sono esperto in tutto;
capisco ogni cosa, sapendo che tutto è di un’unica natura;
sono esperto della verità assoluta.»
(Capitolo XX / 1 – “I Centomila canti di Milarepa”)
venerdì 14 agosto 2026
È con
profonda emozione che condivido la registrazione di Contaminazione per
fagotto solo, che il mio maestro Lino Brandolini (1948) mi ha dedicato.
Sono stato suo allievo al Conservatorio di Milano, dove
mi sono diplomato nel 1984. La sua indole passionale ha influenzato
profondamente il mio modo di suonare: mi ha insegnato la proiezione del suono
al canto di “Parlami d’amore Mariù”! Mi ha dato fiducia fin da subito.
Mi ha accompagnato nei primi passi nel mondo della musica portandomi con sé; ho
avuto il privilegio di suonare accanto a lui nell’Orchestra dell’Angelicum e ho
imparato molto dalle sue lezioni sul campo. Mi ha ospitato a casa sua... insomma,
a lui devo molto.
Lino Brandolini, allievo di Armando Cabassi al
Conservatorio di Pesaro, è un musicista a tutto tondo. Negli anni '60, a soli
16 anni, è stato uno dei membri fondatori de I Da Polenta, un noto
complesso beat originario di Ravenna con il quale si spostava sui palchi della
Riviera adriatica. Lì suonava l'organo Hammond e cantava, incrociando nelle
serate il gruppo di Lucio Dalla. Con I Da Polenta incise l'album 33 giri
dal titolo Vietato ai minori di pochi anni e vinse, nel 1966, il prestigioso
premio nazionale “Campanile d'oro”.
Successivamente è stato primo fagotto nell’Orchestra
dell’Angelicum, dopo aver suonato nell’Orchestra Stabile dell’Emilia-Romagna
(poi diventata Orchestra Arturo Toscanini) nelle prime stagioni a cavallo tra
gli anni ‘70 e ’80 e durante le successive evoluzioni della compagine
sinfonica, collaborando inoltre con l’Orchestra dell'Arena di Verona.
Alla sua prestigiosa attività artistica ha affiancato
un'altra grande passione: lo sport delle bocce, specialità Raffa. In Romagna ha
gareggiato per molti anni a livello agonistico, conquistando numerosi
piazzamenti di prestigio nei tornei ufficiali della Federazione Italiana Bocce.
Un'ulteriore dimostrazione della sua determinazione e della sua inesauribile
voglia di mettersi alla prova.
Grazie, Lino, per aver creduto in me e per avermi
insegnato che la musica, prima ancora di essere tecnica, è passione, umanità e
condivisione.
(cover MULTITUDE di Vincent Dalschaert ex allievo di
Brandolini)
domenica 2 agosto 2026
Hugh Aitken (New York, 7 settembre 1924 – 24 dicembre 2012) intraprende inizialmente gli studi di chimica, per poi consacrarsi interamente alla musica nel secondo dopoguerra. Conseguito il diploma presso la prestigiosa Juilliard School nel 1949, ha svolto un'intensa attività didattica, insegnando composizione e analisi musicale in rinomate istituzioni.
Composto nel 1968, Montages: Partita for Solo Bassoon riflette pienamente il proprio titolo: la partitura accosta frammenti e contrasti di carattere, valorizzando l'agilità e la versatilità timbrica dello strumento. Sfruttando l'ampia estensione e le risorse espressive del fagotto, l'autore alterna momenti lirici a passaggi di marcato virtuosismo tecnico. La struttura si sviluppa come una vera e propria partita articolata in nove movimenti, in cui sezioni lente e meditative si avvicendano a tempi più ritmici e brillanti.
domenica 26 luglio 2026
Seated
beside little Wolfgang, aged just eight, was the cellist Gian Battista Cirri,
aged forty. He was the music director to the Duke of Gloucester, the brother of
King George III, who was celebrating his twenty-sixth birthday that day. The
concert, organised by Leopold Mozart, was attended by more than two hundred
people for the occasion.
From the
window of the concert hall, one could see the wind rustling through the foliage
of the plane trees in St James’s Park. Gian Battista had recently arrived in
London from Paris, where his first works had been published, including a
‘Symphony’ performed at the famous ‘Concert spirituals’.
His
association with Cirri influenced Mozart’s compositional style. The Salzburg
composer admired the Italian’s work so much that he performed it and adopted
similar musical structures in his early works, including several duets and
cello sonatas.