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giovedì 14 maggio 2020

W. Presser PARTITA for bassoon


William Presser (1916-2004) è un compositore americano.
Nel suo vasto catalogo troviamo, tra le varie composizioni dedicate agli strumenti a fiato, questa “Partita” per fagotto solo del 1967. Si tratta di
una composizione in quattro brevi movimenti dal carattere ironico,
che sfruttano le potenzialità del fagotto in tutta la sua
estensione.
Il termine Partita, che nel XVI e XVII secolo indicava un genere musicale per strumento solista a cui nella seconda metà del XVI secolo si applicò una
serie di variazioni, ho pensato di interpretarlo come una partita
sportiva e nello specifico di croquet, abbinando ad ogni movimento
della composizione un quadro relativo al simpatico e sereno gioco.
Come tutti i musicisti sento il bisogno, a discapito dell’avversità di questo
periodo segnato da una linea invisibile che ci tiene lontani dal
pubblico, di esercitare l’arte per la quale abbiamo dedicato la
vita e alla quale crediamo come l’aria che pervade ogni cosa.
Mi sono così cimentato in questa “Partita” formata da quattro porte
(Andante-Tempo di valse- Alla marcia-Molto allegro) nelle quali ho
fatto passare la musica colpita dal mio fagotto, sperando di regalare
una ventata di serenità.
Registrazione in modalità lockdown, casalinga e piena di buone intenzioni. Il brano non mi risulta essere mai stato registrato. Bene, ora non vi rimane
che assistere alla Partita.

Consigliato l'uso delle cuffie

sabato 27 agosto 2016

CONCERTO "Fagotto SOLO" solista Michele Colombo


Fagotto Solo  

concerto imperdibile!! 26 agosto ore 20 Chiesa di Santa Pazienza Golasecca VA
accorrete numerosi. Durante l'intervallo verranno distribuiti dei "fagottini alle mele"
non rimarrete a bocca asciutta.


"Fagotto SOLO" foto del concerto


"Fagotto SOLO" ecco com'è andata

Sono arrivato a Golasecca con una sete da diabete.
Sono andato al bar dell’oratorio dove servivano solo Spuma, “va bene” ho pensato “mi predispone all’esecuzione de “Le tre caravelle” il mio nuovo brano che avrei eseguito di li a poco nella chiesa di Santa Pazienza.
Ho subito avuto la sensazione che ci sarebbe stata poca gente.
Al campo sportivo c’era la grigliata con ballo liscio. “Ivo e Ivana” suonavano dal vivo e in televisione c’era la partita di pallone.
“Chissà se questa sera ci sarà qualcuno al concerto” chiesi al barista
“Concerto? quale concerto?” mi chiese a sua volta cadendo dalle nuvole
“Si, c’è il concerto per fagotto solo, qui in chiesa” risposi
“Ma dai! al savevi mia! (non lo sapevo) cos’è sto fagotto? chiese con un mezzo sorriso sparendo dietro al bancone
“Ci sarà sicuramente il Berto” disse ricomparendo con due bottiglie di spuma in mano.
“Il Berto?”
“Si, la so dona (sua moglie) l’ha parcheggiato in chiesa, perché deve accompagnare il Don a dire il rosario per il povero Patana”
Infatti arrivato in chiesa vi era seduto in prima fila un signore con la tuta e un deambulatore con seduta.
Alle 20 sono uscito per dare inizio al mio concerto e il Berto era rimasto l’unico spettatore.
Ho iniziato a suonare Monolog di Yun ed ero soddisfatto, era proprio un monologo!
Finito Monolog Berto rimase in silenzio senza applaudire e mi osservò con compassione.
Ho suonato un brano dopo l’altro sotto lo sguardo smarrito di Berto che non capiva se tutto ciò era uno scherzo o un sogno.
Durante l’esecuzione del mio brano “Le tre caravelle” tra la Nina e la Pinta Berto si è addormentato. Si è svegliato esclamando “Santa Maria” nel vedermi ancora li a soffiare in quel tubo.
Dopo il brano di Stockausen è arrivata la moglie di Berto.
Fatto il segno della croce e la genuflessione mi guarda con aria scettica e di sfida, come davanti al demonio.
Senza aspettare che finissi il brano cominciò a parlare ad alta voce al marito
“Mo anem a cà che te vedet la partida” (adesso andiamo a casa a vedere la partita)
“E’ dalle sette e mezza che son chi seta giò cristo!” parlò per la prima volta il povero Berto e appoggiato al deambulatore prese il corridoio verso l’uscita, mentre io portavo a termine “Freundschaft”
Arrivati in fondo alla chiesa la moglie, dopo la genuflessione mi disse “Complimenti” e sparì lasciando la chiesa completamente vuota.
Ho eseguito l’ultimo brano in programma “L’uovo” una mia composizione che sta praticamente in piedi da sola e nel silenzio mi sono inchinato alla musica.

Sono andato senza concedere bis, mentre arrivava l’eco del “Valzer del moscerino” accompagnato dall’odore delle salamelle