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venerdì 22 marzo 2019

TRIO SCONCERTANTE per flauto, oboe e fagotto





Al flauto Battista la scimmietta, mascotte dei bucanieri, scappata dalla spalla di un pirata dopo aver attraversato tre volte l’oceano e con tanta di quell’acqua negli occhi che par sempre che pianga,
All’oboe Mariangelo la talpa, paladino dei minatori, con tanto di quel buio nella memoria che non trova più la strada di casa.
Al fagotto Bruno l’orso, cavaliere dei ghiottoni, con tanto di quel grasso in corpo che riesce a  scivolare anche stando fermo.
Si son trovati ad un incrocio e hanno iniziato a suonare insieme.
Battista crede di vedere il mare, ma in realtà è Bruno, che pensa di nuotare nel minestrone e trova insapore la patata che in verità è Mariangelo che a sua volta crede di essere a casa, ma non capisce come mai vi è tutta quell’acqua che sa di minestra.
Ascoltarli è un avventura: ci si ritrova smarriti in mezzo all’oceano, con le lacrime agli occhi, senza più memoria a scivolare nel buio.
E il silenzio, come un porto, attende tutti .

sabato 23 novembre 2013

"L'ABBANDONATA" sonata per fagotto e pianoforte
Quadro su tela, autore dimenticato
tecnica: tempo e polvere
National Gallery of Induno Olona-Italy

lunedì 8 ottobre 2012

TRIO SCONCERTANTE per flauto, oboe e fagotto



Al flauto Battista, la scimmietta: Mascotte dei bucanieri, con tanta di quell’acqua negli occhi che par sempre che pianga, scappata dalla spalla di un pirata dopo aver attraversato tre volte l’oceano.
All’oboe Mariangelo, la talpa: Paladino dei minatori, con tanto di quel buio nella memoria che non trova più la strada di casa.
Al fagotto Bruno, l’orso: Cavaliere dei ghiottoni, con tanto di quel grasso in corpo che riesce a  scivolare anche stando fermo.
Si son trovati ad un incrocio e hanno iniziato a suonare insieme:
Battista crede di vedere il mare, ma in realtà è Bruno, che pensa di nuotare nel minestrone e trova insapore la patata che in verità è Mariangelo che a sua volta crede di essere a casa, ma non capisce come mai vi è tutta quell’acqua che sa di minestra.
Ascoltarli è un avventura: ci si ritrova smarriti in mezzo all’oceano, con le lacrime agli occhi, senza più memoria a scivolare nel buio.
E il silenzio, come un porto, attende tutti .

lunedì 17 settembre 2012

SONATA ULTIMA per la caccia alla volpe



Si racconta che in Inghilterra, durante l’epoca vittoriana, vi era un gruppo di stravaganti aristocratici che si radunavano alla domenica  per una particolare caccia alla volpe.
Erano convinti che il suono di fagotti, oboi e corni fosse talmente amato dalle volpi da immobilizzarle e lasciarle incantate incuranti del pericolo.
Si mettevano quindi a cavallo con questi strumenti che iniziavano a suonare con devastanti risultati, mentre cavalcavano alla ricerca di volpi ipnotizzate da abbattere.
La suddetta caccia a suon di fagotti continuò per parecchi anni, finché un giorno qualcuno ebbe il coraggio di far notare che in tutto quel tempo non avevano catturato nemmeno una volpe.
Allora si guardarono in faccia e finalmente ammisero che era una vera cazzata quella di cavalcare col fagotto e che i tagli che in bocca procurava loro l’ancia erano così dolorosi da togliere il respiro.
Ma a chi era venuta quella malsana idea?
Nessuno alzò la mano.
Una volpe, che ascoltava nascosta in un cespuglio, corse dalle compagne e trafelata disse loro
“Si sono accorti! … non ci avviseranno più quando partiranno per la caccia”

giovedì 13 settembre 2012

ELEGIA per una mantide religosa



Ti ho incrociato
e subito ti ho pregato
per un amore non negato

Ti ho tanto pensato
e in ginocchio scongiurato
per un incontro in mezzo a un prato

Ti ho incontrato
e dolcemente abbracciato
come due foglie unite a primavera

La rima non c’era
ma la brama era sincera

Ti ho lasciato in mezzo al prato
ma il desiderio non era saziato
un vuoto di stomaco così non mi era mai capitato

Ti ho ricercato
e alla fine riabbracciato
come un rospo ti ho baciato

Ti ho tanto amato
e così desiderato
che alla fine … ti ho mangiato

mercoledì 29 agosto 2012

STUDIO per fagottista


Tgao, un discepolo zen suonatore di fagotto, un giorno, insoddisfatto del suo modo di fare musica,  si recò dal monaco Incae e dopo aver appoggiato il suo strumento fuori dalla stanza come una spada, entrò e domandò:
“Maestro come posso progredire nella mia arte?”
“Applicati di più” rispose Incae
“Ma com’è possibile? mi è dato di suonare solo mezz’ora al giorno e non tutti i giorni, l’unico tempo che mi rimane a disposizione è durante le ore del sonno e il mio esercizio non permetterebbe agli altri monaci di dormire”
Il maestro chiuse gli occhi e prima di tornare in meditazione disse:
“Esercitati in silenzio”

martedì 21 agosto 2012

SERENATA per fagottista solo



                                                                                

Mi chiamo Mariotto e suono il fagotto
mi aggiro furtivo con passo felpato
sul cappello la piuma di pavone spennato

Il riso nascondo dietro una maschera da vagabondo
sotto braccio il fagotto, un dardo puntato
mi sento un cavaliere innamorato

Per Letizia sopra un ponte di Venezia
ho intonato una canzone
con il labbro che vibrava d’emozione

Il cuore era pronto ma l’ancia non andava
la serenata pareva suonar per una racchia
con quel suono da pernacchia

Mi chiamo Mariotto e suono il fagotto
mi allontano furtivo con passo felpato
l’amore infranto da un’ancia spezzato