venerdì 21 agosto 2026


Ho utilizzato le note che compongono il nome di Milarepa (MI-LA-RE) e, in onore della sua mistica generosità, ho aggiunto la prima persona singolare del verbo dare: DO.
Su questa cellula di quattro note nasce questo elogio a Milarepa.
Per chi non conoscesse questo grande maestro, riporto le sue parole:
Su questa cellula di quattro note nasce questo elogio a Milarepa.
Per chi non conoscesse questo grande maestro, riporto le sue parole:
«Io sono un uomo solitario,
sono uno yogin tibetano,
sono MILAREPA;
ho studiato poco, ma possiedo grandi istruzioni;
ho una mente piccola, ma possiedo grande perseveranza;
dormo poco, ma sono molto assiduo nella meditazione.
Conoscendo una cosa sola, sono esperto in tutto;
capisco ogni cosa, sapendo che tutto è di un’unica natura;
sono esperto della verità assoluta.»
(Capitolo XX / 1 – “I Centomila canti di Milarepa”)


 

venerdì 14 agosto 2026


È con profonda emozione che condivido la registrazione di Contaminazione per fagotto solo, che il mio maestro Lino Brandolini (1948) mi ha dedicato.
Sono stato suo allievo al Conservatorio di Milano, dove mi sono diplomato nel 1984. La sua indole passionale ha influenzato profondamente il mio modo di suonare: mi ha insegnato la proiezione del suono al canto di “Parlami d’amore Mariù”! Mi ha dato fiducia fin da subito. Mi ha accompagnato nei primi passi nel mondo della musica portandomi con sé; ho avuto il privilegio di suonare accanto a lui nell’Orchestra dell’Angelicum e ho imparato molto dalle sue lezioni sul campo. Mi ha ospitato a casa sua... insomma, a lui devo molto.
Lino Brandolini, allievo di Armando Cabassi al Conservatorio di Pesaro, è un musicista a tutto tondo. Negli anni '60, a soli 16 anni, è stato uno dei membri fondatori de I Da Polenta, un noto complesso beat originario di Ravenna con il quale si spostava sui palchi della Riviera adriatica. Lì suonava l'organo Hammond e cantava, incrociando nelle serate il gruppo di Lucio Dalla. Con I Da Polenta incise l'album 33 giri dal titolo Vietato ai minori di pochi anni e vinse, nel 1966, il prestigioso premio nazionale “Campanile d'oro”.
Successivamente è stato primo fagotto nell’Orchestra dell’Angelicum, dopo aver suonato nell’Orchestra Stabile dell’Emilia-Romagna (poi diventata Orchestra Arturo Toscanini) nelle prime stagioni a cavallo tra gli anni ‘70 e ’80 e durante le successive evoluzioni della compagine sinfonica, collaborando inoltre con l’Orchestra dell'Arena di Verona.
Alla sua prestigiosa attività artistica ha affiancato un'altra grande passione: lo sport delle bocce, specialità Raffa. In Romagna ha gareggiato per molti anni a livello agonistico, conquistando numerosi piazzamenti di prestigio nei tornei ufficiali della Federazione Italiana Bocce. Un'ulteriore dimostrazione della sua determinazione e della sua inesauribile voglia di mettersi alla prova.
Grazie, Lino, per aver creduto in me e per avermi insegnato che la musica, prima ancora di essere tecnica, è passione, umanità e condivisione.
 
(cover MULTITUDE di Vincent Dalschaert ex allievo di Brandolini)



 

domenica 2 agosto 2026


Hugh Aitken (New York, 7 settembre 1924 – 24 dicembre 2012) intraprende inizialmente gli studi di chimica, per poi consacrarsi interamente alla musica nel secondo dopoguerra. Conseguito il diploma presso la prestigiosa Juilliard School nel 1949, ha svolto un'intensa attività didattica, insegnando composizione e analisi musicale in rinomate istituzioni.

Composto nel 1968, Montages: Partita for Solo Bassoon riflette pienamente il proprio titolo: la partitura accosta frammenti e contrasti di carattere, valorizzando l'agilità e la versatilità timbrica dello strumento. Sfruttando l'ampia estensione e le risorse espressive del fagotto, l'autore alterna momenti lirici a passaggi di marcato virtuosismo tecnico. La struttura si sviluppa come una vera e propria partita articolata in nove movimenti, in cui sezioni lente e meditative si avvicendano a tempi più ritmici e brillanti.