venerdì 14 agosto 2026


È con profonda emozione che condivido la registrazione di Contaminazione per fagotto solo, che il mio maestro Lino Brandolini (1948) mi ha dedicato.
Sono stato suo allievo al Conservatorio di Milano, dove mi sono diplomato nel 1984. La sua indole passionale ha influenzato profondamente il mio modo di suonare: mi ha insegnato la proiezione del suono al canto di “Parlami d’amore Mariù”! Mi ha dato fiducia fin da subito. Mi ha accompagnato nei primi passi nel mondo della musica portandomi con sé; ho avuto il privilegio di suonare accanto a lui nell’Orchestra dell’Angelicum e ho imparato molto dalle sue lezioni sul campo. Mi ha ospitato a casa sua... insomma, a lui devo molto.
Lino Brandolini, allievo di Armando Cabassi al Conservatorio di Pesaro, è un musicista a tutto tondo. Negli anni '60, a soli 16 anni, è stato uno dei membri fondatori de I Da Polenta, un noto complesso beat originario di Ravenna con il quale si spostava sui palchi della Riviera adriatica. Lì suonava l'organo Hammond e cantava, incrociando nelle serate il gruppo di Lucio Dalla. Con I Da Polenta incise l'album 33 giri dal titolo Vietato ai minori di pochi anni e vinse, nel 1966, il prestigioso premio nazionale “Campanile d'oro”.
Successivamente è stato primo fagotto nell’Orchestra dell’Angelicum, dopo aver suonato nell’Orchestra Stabile dell’Emilia-Romagna (poi diventata Orchestra Arturo Toscanini) nelle prime stagioni a cavallo tra gli anni ‘70 e ’80 e durante le successive evoluzioni della compagine sinfonica, collaborando inoltre con l’Orchestra dell'Arena di Verona.
Alla sua prestigiosa attività artistica ha affiancato un'altra grande passione: lo sport delle bocce, specialità Raffa. In Romagna ha gareggiato per molti anni a livello agonistico, conquistando numerosi piazzamenti di prestigio nei tornei ufficiali della Federazione Italiana Bocce. Un'ulteriore dimostrazione della sua determinazione e della sua inesauribile voglia di mettersi alla prova.
Grazie, Lino, per aver creduto in me e per avermi insegnato che la musica, prima ancora di essere tecnica, è passione, umanità e condivisione.
 
(cover MULTITUDE di Vincent Dalschaert ex allievo di Brandolini)



 

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