Questo brano del compositore ungherese G. Kurtag (1926),
uno dei compositori più irriducibili e più grandi del nostro tempo, è come un
aforisma. Poche note che discendono attratte dal silenzio. Un silenzio che ci
riporta all’Origine. Suoni che segnano con devozione il confine di un luogo
senza tempo. Note rarefatte, dense di nulla, dove il Nulla è Tutto.
(Il disegno di copertina è di Vincent Dalschaert,
compagno di lontane sfagottate)
E Festa sia! A pochi giorni da Ferragosto vi
propongo“FIESTA!” la terza burla
musicale di Danilo Zaffaroni. Anche questa volta accompagna Larry Semon in uno
dei suoi numerosi sketch.
Spero regali un po’ tranquillità e qualche candido
sorriso.
In rue Victor Massè, a Parigi, tra il n.29, dove Ravel visse con i suoi genitori e suo fratello dal 1880 al 1896, e il n.58 dove da pochi anni era stato aperto il famoso cabaret “La Lune Rousse”, abitava un’affascinante vecchia zitella che dava lezioni di musica, spesso gratuitamente, alle ragazze di Montmartre che si preparavano a cantare nei caffè. Nel suo modesto soggiorno vi era appeso un quadro del fratello fagottista. La firma è di Edgar Degas e il dipinto in questione è il famosissimo “L’Orchestre de l’Opèra” del 1870.
La vecchia pianista si chiamava Marie Dihau ed era la sorella di Desirè, fagottista dell’Opera di Parigi dal 1862 al 1889, nato nel 1833.
Desirè incontrò Degas a Montmartre alla Mère Lefebvre dove si riunivano artisti e musicisti.
Lo portò all’Opèra, dove il pittore trovò ispirazione per i suoi quadri di ballerini.
Dopo la sua morte, nel 1909, il quadro di Degas rimase appeso nell’appartamento della sorella fin quando, per mancanza di denaro, non venne venduto al Metropolitan Museum of Art di New York nel 1922.
Sicuramente il fagottista più conosciuto al mondo, grazie al dipinto di Degas, Dihau non ha mai scritto per il suo strumento(o almeno nulla è arrivato sino a noi). Il brano che vi propongo, accompagnato dai miei allievi, è originale per pianoforte come le maggiori delle sue composizioni e trascritto da me per quattro fagotti.
A presentazione della mia registrazione de “Les folies d’Espagne” di Marin Marais (1656-1728) riporto l’ultimo colloquio avuto con il suo maestro Sainte Colombe con cui si chiude il romanzo di P. Quignard “Tutte le mattine del mondo” da cui è stato tratto il famoso film.
“Signore posso chiedervi un ultima lezione?” chiede Marin Marais
“Io posso tentare una prima lezione. La musica esiste semplicemente per parlare di ciò che la parola non può esprimere, in questo senso essa non è del tutto umana. Allora, avete scoperto che non è per il re”.
“Ho scoperto che è fatta per Dio”
“E vi siete sbagliato, poiché Dio parla”
“E’ fatta per l’orecchio?”
“Non è per l’orecchio ciò di cui non si può parlare”
“Per l’oro, la gloria, il silenzio”
“Il silenzio è solo il contrario del linguaggio”
“I musicisti rivali”
“No”
“L’amore?”
“No”
“Il rimpianto dell’Amore”
“No”
“L’abbandono”
“No,no”
“Per una cialda offerta all’invisibile”
“Neppure. Cos’è una cialda poi, essa si vede ha un gusto, si mangia. Non è niente”
“Non so più mio signore. Si dovrebbe lasciare un bicchiere ai morti”
“Continuate, ci siete vicino”
“Un piccolo abbeveratoio per coloro che il linguaggio hanno disertato. Per l’ombra dei fanciulli. Per addolcire le martellate dei calzolai. Per gli stati che precedono l’infanzia quando si era senza respiro e senza luce”.
Allora Sainte Colombe, commosso dalla risposta di Marais, gli dice
“Finora tra i miei allievi non ho trovato orecchie in grado di ascoltare. Voi mi accompagnerete”
Accordarono gli strumenti e iniziarono a suonare e mentre il canto si elevava dalle viole si guardarono. Piangevano entrambi.
Procedo con grande piacere alla registrazione dei “Racconti musicali” di Vincenzo Menghini.
Questo numero sette esce dopo la dipartita di Rino Vernizzi.
Di lui Menghini scrive: “Un grande amico e collega con il quale ho avuto la fortuna di suonare assieme per tanti anni. Un autentico, grandissimo fagottista, sicuramente uno dei più grandi che l’Italia può vantare!”
E’ con grande stima che a lui lo dedichiamo.
Buon ascolto!
I “2 duos per fagotto e violoncello” sono stati scritti nel 1982 anno in cui Denisov compose la Sonata per fagotto solo https://youtu.be/D2lyAaV7lnc e i Cinque studi per fagotto, entrambe dedicate a Valery Popov. Ve li propongo eseguiti con Ludovico Colombo.