martedì 23 luglio 2019

Tino e la Principessa Viola

Tino bighellonava fra i campi con il suo fagottino in spalla. Seguiva il volo delle farfalle nei loro sentieri aggrovigliati e osservava gli uccelli sfrecciare nei rettilinei, in corsa col vento. Fischiettava il tema dei Troll suonato dai fagotti nel "Peer Gynt" e si godeva ogni ora passata lontano dai banchi di scuola.
Uno sciame d'insetti lo raggiunse dal bosco.
"Aiuto! Aiuto!" gridavano.
"Che succede?" domandò Tino.
"La principessa Viola è stata fatta prigioniera dall'Orco Gramigna!".
Tino, sempre pronto ad aiutare chi ne ha bisogno, chiese di accompagnarlo da lei.
Giunto al castello dell'Orco Gramigna rimase in silenzio a studiare la situazione.
"No!" si sentiva gridare fra le mura del castello "No!".
La voce dell'orco risuonava scura e minacciosa ad ogni richiesta della principessa di essere liberata.
"No!".
Tino allora, preso il suo fagottino, iniziò a suonare dei Si, uno per ogni "No!" che arrivava dal castello.
Continuò finché l'Orco Gramigna confuso gridò "Si!".
L'incantesimo si ruppe e la principessa Viola fu liberata.
Tino rimise il fagottino in spalla, l'ancia in bocca, e ripartì per nuove avventure.

venerdì 22 marzo 2019

TRIO SCONCERTANTE per flauto, oboe e fagotto





Al flauto Battista la scimmietta, mascotte dei bucanieri, scappata dalla spalla di un pirata dopo aver attraversato tre volte l’oceano e con tanta di quell’acqua negli occhi che par sempre che pianga,
All’oboe Mariangelo la talpa, paladino dei minatori, con tanto di quel buio nella memoria che non trova più la strada di casa.
Al fagotto Bruno l’orso, cavaliere dei ghiottoni, con tanto di quel grasso in corpo che riesce a  scivolare anche stando fermo.
Si son trovati ad un incrocio e hanno iniziato a suonare insieme.
Battista crede di vedere il mare, ma in realtà è Bruno, che pensa di nuotare nel minestrone e trova insapore la patata che in verità è Mariangelo che a sua volta crede di essere a casa, ma non capisce come mai vi è tutta quell’acqua che sa di minestra.
Ascoltarli è un avventura: ci si ritrova smarriti in mezzo all’oceano, con le lacrime agli occhi, senza più memoria a scivolare nel buio.
E il silenzio, come un porto, attende tutti .

giovedì 1 novembre 2018

TINO, SUONATORE DI FAGOTTINO E LA NOTA MA


  

Tino, suonatore di fagottino, partì per le vacanza al mare.
Pala, badile e secchiello, formine per la sabbia e progetti di castelli sulla spiaggia con vista mare.
Il suo fagottino lo seguiva come un cucciolo da addomesticare.
Addormentato sul sedile posteriore gli appoggiava la testa.
Sognò le note del mare.
Il sol. Il re. Il ma.
Non è possibile! la nota ma non esiste!
Eppure lui la sognò.
Era così sottile da lasciare nel dubbio che ci fosse. S’insinuava fra le altre note con gran velocità, da lasciare nel dubbio se averla sentita oppure no.
A volte si nascondeva alla fine della musica lasciando, dopo l’ultima nota, un silenzio poco convincente.
Oppure si piazzava all’inizio di una brano con la gamba tesa per fare lo sgambetto alla prima nota.
Da quel sogno in poi Tino stette sempre molto attento a non far entrare la nota MA nel suo fagottino, che felice lo ricambiava con una musica così pulita da risultare sempre bella, senza ma ne però.