In the Pamir, the high mountain range located mainly in
the eastern part of Tajikistan but also in the neighbouring areas of
Afghanistan, China and Kyrgyzstan, stands Kungur (7,649 m), the 37th highest
peak in the world. Being one of the most isolated areas on earth, it has been
subject to very little contamination.
In performing this piece by Alexandre Ouzounoff, I
imagined monks in a solitary monastery on the slopes of the Kungur
contemplating Creation.
Cymbals and gongs, absent in the score but present in my
imagination, resonate in the silence.
In quattro secoli di crudele commercio di schiavi quasi
1,3 milioni di africani sono arrivati nell’isola di Cuba. La loro presenza ha
segnato per sempre la storia di questa nazione.
Nel buio grembo delle navi negriere non solo uomini,
donne e bambini di oltre 200 gruppi etnici delle culture africane ancestrali,
ma anche costumi, gusti, credenze e tradizioni, furono trasportati a Cuba.
L’influenza africana è visibile in tutte le
manifestazioni della cultura cubana: le arti plastiche, la musica, la danza, la
letteratura, gli strumenti musicali, il cibo, la religiosità. In breve, il modo
di essere cubano.
Nelle sue “Danze Antiche e Moderne per fagotto
Multifonico”il fagottista e compositore
Fabio Gianolla (1978) inserisce questa Danza Afrocubana.
L’allegria e il divertimento generati da questo ballo sono
un ottima medicina per alleviare lo stress. L’assunzione giornaliera è
consigliata ai portatori di tristezza.
IlTempo percorre
la Vita a braccetto con l’Impermanenza.
Non aspetta niente e nessuno.
Il Tempo prosegue ineluttabile perché deve srotolare la
Vita.
Immenso dono che si rivelerà appieno quando la Morte
fermerà il nostro tempo.
La composizione “Farewell” per fagotto e quartetto
d’archi di Danilo Zaffaroni(1963) composta nel 2025 è dedicata a chi, scartato
il Dono, vive oltre il tempo.
Per la presentazione dal punto di vista tecnico lascio la
parola al compositore
“Il brano è diviso in 2 sezioni distinte e senza
soluzione di continuità legate però da una minima cellula di 3 note (la-re-la,
con la quale, ad esempio, si apre il pezzo) che hanno una valenza non solo
musicale ma anche “simbolica” in quanto richiamano un nome di persona. Nella
prima parte, inoltre, il brano procede su frasi piuttosto libere del fagotto
che si muove su un “tappeto armonico” più fisso degli archi, a volte morbido a
volte poco più dissonante. Segue poi la parte “con abbandono” basato su una
linea melodica, di natura fondamentalmente dolce e un po' malinconica, che via
via si ripete e si stratifica con l’aggiunta di nuovo materiale musicale. Il
fagotto è come una “voce” che, liberamente, si contrappunta a volte con frasi
personali a volte riprendendo il tema principale della sezione in tutto il
fluire del pezzo. Il brano termina in modo un po' “brusco” su un accordo di
dominante lasciando il discorso sospeso, come se fosse aperto a vari possibili
altri eventi”
Correva l’anno 2007 e in quel di Bergamo per “Insolite
formazioni” arrivava un quartetto di fagotti.
Un manipolo di amici (Daniele Galaverna, Annamaria
Barbaglia, Sabrina Pirola e Michele Colombo) che trasportava tanta voglia di
fare musica. Ora che corre l’anno 2025 vi propongo la registrazione live di un
brano di quel concerto. Daniele ascolterà seduto sulle nuvole e con la sua
straordinaria musicalitàci sorriderà
come un raggio di sole.
The Adventures of Sebastian the fox è un brano del
compositore australiano George Dreyfus (1928) fagottista della Melbourne
Symphony Orchestra (1953-1964). Dreyfus scrisse una parte di musica per questa
serie televisiva per bambini nel 1963. La seguente versione è un estratto di
otto brevi movimenti che il compositore ha trascritto per quattro fagotti.
Stretti nel giro di un tango due ballerini volteggiano in
svolazzi di rosso e lembi di nero. Sfiorano i confini della sensualità e trovato
l’equilibrio sul filo della passione, rimangono sospesi nel suo profumo
inebriante, dove nulla e tutto accade.
Guardando i prati che circondano la sua piccola proprietà “La Gâtinellerie” a Roissyen-Brie, Boismortier pensa alla sua vita passata a suon di musica. Ha composto 102 opere pubblicate da se se stesso cui vanno aggiunte arie serie, cantate francesi, piccoli motets, motets per grand choir, opera-ballets, un dizionario armonico oltre ad un manuale sul flauto e uno per la viola Osservando il sole che lasciava il posto alla notte la malinconia lo assalì. Chissà se la sua musica gli sarebbe sopravvissuta? E per quanto tempo? Si sa che le mode cambiano e quello che oggi sembra indistruttibile un giorno tramonterà, proprio come quel sole d’autunno. Era stato costretto a ritirarsi travolto dalla “Querelle des Bouffons” e cercava di godersi il silenzio lasciato da tutta la sua musica. Era il 26 ottobre del 1755. Due giorni dopo, il 28 ottobre chiuse per sempre gli occhi al tramonto. La sua musica gli è sopravvissuta. Il suo mottetto Fugit nox del 1742 (giudicato da critica e pubblico “un capolavoro di struttura e di insieme”) fu infatti eseguito per 21 anni consecutivi (1749/70) durante i Concerts spirituel del 24/25 Dicembre. Ma, forse più di quello che avrebbe immaginato, ancora oggi le sue note vengo fatte risuonare dai musicisti di tutto il mondo.
Si conclude così il ciclo delle sonate per due fagotti op.66 che ho iniziato a proporvi quasi due anni fa, era il 3 marzo del 2023. Sonate che hanno accompagnato il mio racconto della sua vita. Accanto a me Giulia Clocchiatti che mi ha accompagnato con dolcezza e che ringrazio di cuore.