Zdeněk Šesták compositore ceco nato nel 1925 . Nel 2006 è stato
premiato dalla Fondazione Dagmar e Václav Havel "Vision 97"
per il suo contributo alla filosofia educativa. Nel 2008 ha ricevuto un premio
dal Ministero della Cultura ceco per il suo contributo permanente alla cultura
ceca nel campo della musica. Nel 2013, insieme a Jiřina Fikejzová, ha ricevuto
l'OSA Gold Award alla carriera per la sua ricerca musicologica.
Le“5 Virtuoso
Invention” per fagotto solo sono state composte nel 1966 e dedicate a F. Stenhovi.
Un lavoro importante anche nella durata che è di un
quarto d’ora. Infatti lo stesso compositore lascia la liberta all’interprete di
non eseguirli tutti in sede di concerto. Credo che pochi, anche tra i
fagottisti, avranno appetito a sufficienza per gustarseli sino in fondo, vi
invito a spiluccare qua e la perché credo ne valga la pena.
Con grande piacere pubblico lo spagnoleggiante “Divertimento
n.5” per fagotto solo di Sergio Romani, stimato fagottista italiano, musicista
e docente. Anche se ci ha lasciato pochi mesi fa continuo a frequentarlo suonando
i suoi brani ed è sempre piacevole stare in sua compagnia. Grazie Sergio!
Se volete ascoltare altri brani di Sergio Romani vi
invito nella Playlist del mio canale YouTube a lui dedicata.
Alex Manton, a contemporary Australian composer born in 1981, wrote this piece for bassoon entitled Megapode.
The megapode is a bird with a squat body, small head and large feet, widespread in the Indo-Pacific region. Its main characteristic is that it lays its eggs in deep, protected, hard-to-reach holes and then fills the nest with so much organic material that there is no air passage. In this way the organic material ferments and develops heat. And this heat broods the eggs in the mother's stead. The chicks that are hatched have a finger that is much longer than the others, allowing them to dig a tunnel and go out into the open.
Manton's piece begins with a repeating rhythmic cell reminiscent of the animal's cry.
Its pacing hints at a dance.
The central, calmer part takes us into the depths of the nest where the eggs are waiting to hatch. The final part picks up the rhythmic cry of the bird and its dance, until it recedes, perceiving only its breath.
The musical theme de la Folia of Portuguese origin is
among the oldest in European music (16th-17th centuries) and has been used over the centuries several times by
various composers to create variations or quotations of it. There are more than
150 composers who have dealt with this captivating theme. The bassoon repertoire also includes among its pieces ,
compositions dedicated to the theme of “Madness.” In addition to an adaptation of the famous variations by
M.Marais, there are the “Variations” by E.Ducreux (1765-1812), the “Variations
op. 51” by M.Farago (1924-2016) the “Ten Variations” by bassoonist N.Maler, and
in 2023 the “Fantasia-La folia” by Althea Talbot-Howard is added.
Quando la mamma lo vide tornare a casa piangendo, lasciando i suoi compagni di gioco, si rese subito conto che il destino aveva giocato un brutto scherzo al suo piccolo Friedrich. Con la mano sull’occhio destro occludeva il dolore che lo lasciò privo di luce per sempre.
Ma se da una parte toglie, dall’altra il destino porge. Così, nel piccolo Friedrich Kuhlau, nato sette anni prima, nel 1786, si fece luce con più forza la passione della musica.
Aspettava trepidante il padre che di ritorno dalla banda militare lo introduceva nel mondo magico della musica. Il suo talento divenne presto evidente e ad Amburgo, dove si erano trasferiti, il padre gli affiancò insegnati privati di pianoforte e teoria. All’età di vent’anni, Kuhlau iniziò a comporre opere per pianoforte e canzoni. Nel frattempo le forze napoleoniche stavano avanzando in Europa e per evitare la coscrizione nell’esercito francese si rifugiò a Copenaghen, dove ottenne rapidamente la cittadinanza danese.
Pur non essendo danese di nascita, Kuhlau abbracciò il Paese d’adozione e divenne una figura centrale nella sua scena culturale. Nel 1825 incontra a Vienna Beethoven e ne rimane folgorato. Girano per Vienna a celebrare la loro amicizia fatta di musica e di vino. Lo chiameranno il “Beethoven del flauto” per via delle numerose e significative composizione dedicate a questo strumento.
Nel 1831, un anno prima della sua morte, il destino gli gioca un altro brutto scherzo. Appiccica il fuoco alla sua casa, distruggendo molti dei suoi manoscritti.
Se ne andrà a quarantacinque anni strizzando l’occhio destro al destino che, parte inscindibile della Vita, tra le altre cose ama la musica.
Le fantasie op.38 per flauto solo, pubblicate nel 1822 da C.F. Peters utilizzano arie prese in prestito dal Don Giovanni di Mozart e, nel caso della seconda fantasia, da una aria di Francesco Bianchi ( 1752-1810).
Nel 1830 viene pubblica una versione per clarinetto di F.T. Blatt.
Vi propongo la Seconda delle “Tre fantasie op.38” pubblicate nel 1980 dalla casa editrice Nova nella trasposizione per fagotto o violoncello curata da R.P.Block.
Nato negli Stati Uniti a metà degli anni sessanta, da
musicisti afrocubani, il FUNK prende spunto dal soul, jazz e rhythm and blues. Mike Curtis (1952) fagottista,
compositore e scrittore americano, lo inserisce nei suoi “Seven More Jazz &
Ethnic Duos” editi da Accolade Musikverlag.
Caterina ed io lo abbiamo eseguito incrociando i fagotti
in un ballo alla James Brown.
Willy Schneider (1907-1983) German composer, musicologist
and conductor wrote his ‘Partita für Fagott solo’ in 1981 for Gerhard Hase of
Stuttgart. A piece
centred on Hindemith's style. The first movement ‘Moderato, un poco rubato’ is
very reminiscent of the first movement of Gordon Jacob's Partita. Overall, the
music is moderately challenging and very captivating. I think it is a piece
that should be performed more in the solo bassoon repertoire.