Come ultimo brano di quest’anno, sul mio canale YouTube,
che vi invito a seguire, vi propongo delle Variazioni sulla famosa aria di
Cherubino “Voi che sapete” dalle Nozze di Figaro di Mozart, composte per
violoncello e fagotto da Nisio Ticciati (1924-1972).
Suonare con mio figlio Ludovico è una delle gioie che la
vita mi regala.
Una gioia che condivido con chi vorrà dedicare qualche
minuto all’ascolto.
Auguro a tutti noi un Nuovo Anno di consapevolezza del
senso della Vita.
Con questa tiritera di G.Rodari, tratta dalla mia "Piccola Suite di fiocchi di neve" https://youtu.be/-zf-OnHDGls vi auguro Buon Natale.
Che sia lieve e in serena accettazione, come ci insegna il nostro Omino di neve.
Il tema dell‘accettazione e dell‘abbandono sta
alla base di questa mia piccola
storia.
Il tentativo di fuggire dalle avversità che come il vento invadono
la nostra esistenza, è uno sforzo inutile e infine dannoso. L’umiltà
di alzare lo sguardo dal nostro egocentrismo è il primo passo verso
la liberazione. Riconoscersi parte del Tutto annulla ogni conflitto e
dispiega le ali all’audacia.
Nel
punto esatto dove nascono
le avversità, troveremola pace dell’abbandono.
Questo breve racconto è stato musicato da Danilo
Zaffaroni per fagotto e violoncello, ededicato a me e mio
figlio Ludovico.
La narrazione è di Claudio Moneta, famoso attore
e doppiatore che usa
la voce con l’intensità
di
uno strumento
musicale.
Le illustrazioni sono di mio fratello Marco, che disegna con la
stessa naturalezza con cui attraversa estasiato la natura.
Dedico questa registrazione al mio amato Maestro AldoGuru: l’aquila
che vola immobile nella trasparenza dell’Amore Infinito, la cui
visione ha ispirato questo mio racconto.
“Confessions II” per fagotto solo di Žilvinas Smalys, fagottista e compositore lituano (1980), di cui ho già registrato le sue simpatiche “Peppa Pig Variations” https://youtu.be/8sifxsNFyZQ, sono state scritte nel gennaio del 2021 durante un momento difficile della vita del compositore.
“La musica era la mia migliore amica in quel periodo” scrive Žilvinas, ed ecco che la miglior amica riesce a confortare, rilassare e regalare emozioni felici.
I sette brani che formano le “Confession II” mettono in risalto le capacità espressive del fagotto. “Penso che il fagotto sia in grado di esprimere ogni singola emozione, non è solo un clown, un cantante sentimentale. Puoi avere una tavolozza molto ampia di emozioni, e questo insieme di pezzi è scritto appositamente per dimostrarlo” spiega l’autore e ci regala queste “Confessions II”, pensate per essere eseguite anche da fagottisti che non si vogliono cimentare in virtuose acrobazie.
Consiglio a tutti gli amici fagottisti di consultare l’ampio catalogo di composizioni per fagotto di Žilvinas Smalys, dove potranno trovare pane per i loro denti e vibrazioni felici per le loro ance.
Le impronte sulla neve
portavano al Teatro Mariinsky, dove Sergei Prokofiev dirigeva la sua opera “L’Amore
delle tre melarance”. Era tornato in Russia dopo nove anni d’assenza e fra gli
spettatori vi era Victor Bruns, un giovane di 23 anni, iscritto nella classe di
fagotto di Alexander Vasiliev al Conservatorio Rimski-Korsakov.
Il giorno successivo
avrebbe suonato insieme ai suoi compagni, alla presenza del grande Prokofiev,
il suo “Scherzo” op.12 n.9 bis per quattro fagotti.
Quell’incontro, avvenuto
nel 1927, segnò profondamente Victor, che mantenne con il compositore un
contatto importante, divenendo modello dichiarato del suo futuro lavoro
compositivo. Victor Bruns è nato da genitori tedeschi il 15 agosto 1904 nella casa
estiva di Odilla nel sud-est della Finlandia. Emigrati da due generazioni i
Bruns vivevano a Leningrado. La musica era di casa; i fratelli suonavano il
violino e il violoncello, la madre il pianoforte e il nonno cantava in un coro.
Victor, dopo soli tre anni
di Conservatorio vince il concorso per secondo fagotto al Teatro di Stato di
Leningrado.
Negli anni trenta la città
sulla Neva era diventata un centro importante per la musica contemporanea della
giovane Unione Sovietica e Victor Bruns ebbe occasione d’incontrare compositori
famosi come Alban Berg,Franz Schreker,
Darius Milhaud, Arthur Honegger, Igor Stravinsky e Paul Hindemith.
Stimolato da un ambiente
così creativo Victor decise di iscriversi a composizione con Vladimir
Stscherbachev. Completò gli studi nel 1931 e nel 1938 venne espulso dall’Unione
Sovietica stalinista in quanto cittadino tedesco. Fuggito a Berlino divenne
secondo fagotto alla Volksoper Berlin sino al 1944, anno in cui fu arruolato
nella Wehrmacht e fatto prigioniero dai sovietici. Ritornò a Berlino a dicembre
dell’anno successivo lasciando sulla neve leggere impronte, di uomo
completamente denutrito. Sfamato dalla passione per la musica ben presto
ottenne il posto di secondo fagotto con l’obbligo del controfagotto all’Opera
di Stato di Berlino.
Iniziò a studiare
composizione con Boris Blacher e l’attività creativa prenderà sempre più spazio
nella sua vita di musicista, lasciandoci un’ampia opera compositiva: 20
concerti, un numero ancora maggiore di brani di musica da camera per strumenti
a fiato e archi, le Sinfonie dal n. 1 (1943) al n. 6 (1980) e la musica per
balletto. La produzione per fagotto è molto ampia, tra cui questi “Vier
virtuose Vortragsstücke”
op 93 scritti nel 1993.
Nevicava a Berlino e le
impronte sulla neve portavano al cafè "Unter den Linden"
dove ogni anno, il 15
agosto, Victor era solito trovarsi con amici, compositori, musicisti e
fagottisti per festeggiare il suo compleanno.
Era il 6 dicembre 1996 e
per l’ultima volta, dopo il servizio funebre, la famiglia, gli amici, i
fagottisti e i colleghi si ritrovavano in quel caffè ad onorare Victor Bruns,
che continua il suo cammino senza più lasciare impronte sulla neve.