giovedì 30 dicembre 2021

N.Ticciati VOI CHE SAPETE variazioni su un tema di Mozart per fagotto e ...

Come ultimo brano di quest’anno, sul mio canale YouTube, che vi invito a seguire, vi propongo delle Variazioni sulla famosa aria di Cherubino “Voi che sapete” dalle Nozze di Figaro di Mozart, composte per violoncello e fagotto da Nisio Ticciati (1924-1972).

Suonare con mio figlio Ludovico è una delle gioie che la vita mi regala.

Una gioia che condivido con chi vorrà dedicare qualche minuto all’ascolto.

Auguro a tutti noi un Nuovo Anno di consapevolezza del senso della Vita.

mercoledì 22 dicembre 2021

M.Colombo PICCOLA SUITE DI FIOCCHI DI NEVE Michele Colombo Bassoon

Con questa tiritera di G.Rodari, tratta dalla mia "Piccola Suite di fiocchi di neve" https://youtu.be/-zf-OnHDGls vi auguro Buon Natale. Che sia lieve e in serena accettazione, come ci insegna il nostro Omino di neve.

martedì 7 dicembre 2021

Danilo Zaffaroni IL MERLO E IL VENTO The blackbird and the wind

Il tema dell‘accettazione e dell‘abbandono sta alla base di questa mia piccola storia.

Il tentativo di fuggire dalle avversità che come il vento invadono la nostra esistenza, è uno sforzo inutile e infine dannoso. L’umiltà di alzare lo sguardo dal nostro egocentrismo è il primo passo verso la liberazione. Riconoscersi parte del Tutto annulla ogni conflitto e dispiega le ali all’audacia.

Nel punto esatto dove nascono le avversità, troveremo la pace dell’abbandono.

Questo breve racconto è stato musicato da Danilo Zaffaroni per fagotto e violoncello, e dedicato a me e mio figlio Ludovico.

La narrazione è di Claudio Moneta, famoso attore e doppiatore che usa la voce con l’intensità di uno strumento musicale.

Le illustrazioni sono di mio fratello Marco, che disegna con la stessa naturalezza con cui attraversa estasiato la natura.

Dedico questa registrazione al mio amato Maestro AldoGuru: l’aquila che vola immobile nella trasparenza dell’Amore Infinito, la cui visione ha ispirato questo mio racconto.

venerdì 3 dicembre 2021

                                               

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venerdì 26 novembre 2021

Zilvinas Smalys CONFESSIONS II for solo bassoon Michele Colombo Bassoon


“Confessions II” per fagotto solo di Žilvinas Smalys, fagottista e compositore lituano (1980), di cui ho già registrato le sue simpatiche “Peppa Pig Variations” https://youtu.be/8sifxsNFyZQ, sono state scritte nel gennaio del 2021 durante un momento difficile della vita del compositore. “La musica era la mia migliore amica in quel periodo” scrive Žilvinas, ed ecco che la miglior amica riesce a confortare, rilassare e regalare emozioni felici. I sette brani che formano le “Confession II” mettono in risalto le capacità espressive del fagotto. “Penso che il fagotto sia in grado di esprimere ogni singola emozione, non è solo un clown, un cantante sentimentale. Puoi avere una tavolozza molto ampia di emozioni, e questo insieme di pezzi è scritto appositamente per dimostrarlo” spiega l’autore e ci regala queste “Confessions II”, pensate per essere eseguite anche da fagottisti che non si vogliono cimentare in virtuose acrobazie. Consiglio a tutti gli amici fagottisti di consultare l’ampio catalogo di composizioni per fagotto di Žilvinas Smalys, dove potranno trovare pane per i loro denti e vibrazioni felici per le loro ance.

venerdì 19 novembre 2021

V.Bruns FOUR VIRTUOSO RECITAL PIECES op.93 for solo bassoon Michele Col...

Nevicava a Leningrado.

Le impronte sulla neve portavano al Teatro Mariinsky, dove Sergei Prokofiev dirigeva la sua opera “L’Amore delle tre melarance”. Era tornato in Russia dopo nove anni d’assenza e fra gli spettatori vi era Victor Bruns, un giovane di 23 anni, iscritto nella classe di fagotto di Alexander Vasiliev al Conservatorio Rimski-Korsakov.

Il giorno successivo avrebbe suonato insieme ai suoi compagni, alla presenza del grande Prokofiev, il suo “Scherzo” op.12 n.9 bis per quattro fagotti.

Quell’incontro, avvenuto nel 1927, segnò profondamente Victor, che mantenne con il compositore un contatto importante, divenendo modello dichiarato del suo futuro lavoro compositivo. Victor Bruns è nato da genitori tedeschi il 15 agosto 1904 nella casa estiva di Odilla nel sud-est della Finlandia. Emigrati da due generazioni i Bruns vivevano a Leningrado. La musica era di casa; i fratelli suonavano il violino e il violoncello, la madre il pianoforte e il nonno cantava in un coro.

Victor, dopo soli tre anni di Conservatorio vince il concorso per secondo fagotto al Teatro di Stato di Leningrado.

Negli anni trenta la città sulla Neva era diventata un centro importante per la musica contemporanea della giovane Unione Sovietica e Victor Bruns ebbe occasione d’incontrare compositori famosi come Alban Berg, Franz Schreker, Darius Milhaud, Arthur Honegger, Igor Stravinsky e Paul Hindemith.

Stimolato da un ambiente così creativo Victor decise di iscriversi a composizione con Vladimir Stscherbachev. Completò gli studi nel 1931 e nel 1938 venne espulso dall’Unione Sovietica stalinista in quanto cittadino tedesco. Fuggito a Berlino divenne secondo fagotto alla Volksoper Berlin sino al 1944, anno in cui fu arruolato nella Wehrmacht e fatto prigioniero dai sovietici. Ritornò a Berlino a dicembre dell’anno successivo lasciando sulla neve leggere impronte, di uomo completamente denutrito. Sfamato dalla passione per la musica ben presto ottenne il posto di secondo fagotto con l’obbligo del controfagotto all’Opera di Stato di Berlino.

Iniziò a studiare composizione con Boris Blacher e l’attività creativa prenderà sempre più spazio nella sua vita di musicista, lasciandoci un’ampia opera compositiva: 20 concerti, un numero ancora maggiore di brani di musica da camera per strumenti a fiato e archi, le Sinfonie dal n. 1 (1943) al n. 6 (1980) e la musica per balletto. La produzione per fagotto è molto ampia, tra cui questi “Vier virtuose Vortragsstücke” op 93 scritti nel 1993.

Nevicava a Berlino e le impronte sulla neve portavano al cafè "Unter den Linden"

dove ogni anno, il 15 agosto, Victor era solito trovarsi con amici, compositori, musicisti e fagottisti per festeggiare il suo compleanno.

Era il 6 dicembre 1996 e per l’ultima volta, dopo il servizio funebre, la famiglia, gli amici, i fagottisti e i colleghi si ritrovavano in quel caffè ad onorare Victor Bruns, che continua il suo cammino senza più lasciare impronte sulla neve.