venerdì 28 luglio 2023

Gernot Wolfgang DUAL IDENTITY for solo bassoon Michele Colombo Bassoon


Gernot Wolfgang è compositore austriaco nato nel 1957.

Si è laureato al programma "Scoring for Motion Pictures and TV" presso la USC e si è laureato al Berklee College of Music di Boston e all'Università della musica di Graz, in Austria.

Gernot ha finora ricevuto più di 50 commissioni da individui e organizzazioni come la Los Angeles Chamber Orchestra (2006 e 2015), la Santa Barbara Chamber Orchestra, il Jazz Festival della European Broadcasting Union, i membri della Los Angeles Philharmonic Joanne Pearce Martin (principale tastiera) così come gli ex direttori Michele Zukovsky (clarinetto) e David Breidenthal (fagotto), il Verdehr Trio & Michigan State University, la Tiroler Kammerorchester InnStrumenti (Austria), il Debussy Trio, la Martha's Vineyard Chamber Music Society, la Cal State Northridge e la Serie di musica da camera con sede a Los Angeles Chamber Music Palisades, Pacific Serenades e South Bay Chamber Music Society.

La sua musica viene eseguita in tutto il mondo.

“Dual Identity” per fagotto solo, composto nel 2005, è dedicato alla moglie Judith Farmer, primo fagotto della Santa Barbara Chamber Orchestra, membro della Los Angeles Opera Orchestra e della Long Beach Symphony. Insegnante presso la University of Southern California. Ha ricevuto la sua formazione all'Università dell'Indiana e alla Hochschule fuer Musik di Vienna. Dal 1984 al 1996 è stata primo fagotto dell'Orchestra Sinfonica della Radio Austriaca e si è esibita regolarmente con la Camerata Academica Salzburg diretta da Sandor Vegh. Le sue registrazioni come solista e musicista da camera sono disponibili su Albany, Ex-House e Orfeo Records.


mercoledì 12 luglio 2023

John Lennon & Paul McCarntey YESTERDAY for four Bassoons arr. Akira Miya...


Metti una giornata a leggere quartetti, metti tre brave neo diplomate Joanna, Charlotte, Sofia e un diploma ormai sbiadito di quasi quarant’anni, metti qualche risata e quattro piadine ed ecco il risultato.

Una registrazione estemporanea di “Yesterday” praticamente a prima vista.

Noi ci siamo divertiti, così abbiamo buone speranze che vi rallegriate anche voi. Buon ascolto!


venerdì 7 luglio 2023

J.B. de Boismortier V SONATA op.66 for two Bassoons


L’aria sapeva di bosco. Michel Bodin camminava col passo spedito di chi, distratto, non si è accorto che il tempo non lo ha aspettato. Quando aprì la porta di casa il suo primogenito era già nato.

Un anima in più a Selles-sur-Nahon, un paesino nel cuore della Francia. Per commemorare quel giorno speciale incise sul suo ultimo mortaio di legno il nome del figlio e la data: Étienne 1652.

Forgiare mortai era il suo passatempo preferito tanto che in paese lo chiamavano col soprannome di “Boismortier”.

Il piccolo Étienne trascorse la sua infanzia giocando ai cavalieri del re tra i boschi dei castelli della Loira.

 Un ramo ben affilato era la sua spada e il suo cavallo Pegaso era invisibile ai nemici.

Quando fu il momento di cavalcare verso il futuro, prese la strada verso Thionville per entrare nel reggimento del Soissonais. Cambiò la spada di legno con un moschetto e l’avventura spensierata in paura.

Tra un’esercitazione  e l’altra Étienne adocchiò una ragazza che lavava i panni nella Mosella.

La tenne d’occhio e notò che tutti i venerdì mattina arrivava con la sua cesta dal vicino paese di Yutz.

Con stratagemmi degni di un generale di corpo d’armata riuscì ad assediarla.

La giovane Lucie Gravet di tredici anni più giovane, con la sua grazia tolse ogni macchia di dubbio e ridusse  il militare in un candido panno bianco.

 

Ottenuto l’esonero dagli obblighi militari Étienne si sposa con Lucie Gravet il 7 aprile del 1687.

Uscendo dalla cattedrale di Metz i fedeli erano soliti fermarsi a comprare dolci nella nuova confetteria Bodin di lunga tradizione, che quell’anno aveva aperto un nuovo negozio gestito dal giovane Étienne e dalla sua gentile moglie. Mancavano due giorni a Natale e Thionville era sommersa dalla glassa di zucchero con cui si ricoprono i confetti; così si immaginava la piccola Marie, che dalla finestra osservava i tetti delle case bianchi di neve.

Era venerdì e un vagito frantumò il silenzio. Marie ora aveva un fratellino. Lo chiamarono Joseph e la sorellina lo trovò dolce come un confetto.

 

Joseph ha scorazzato per le vie di Thionville sino a undici anni, sufficienti per dimostrare le sue doti musicali. Trasferitasi a Metz, la famiglia Boismortier si preoccupò di dare a Joseph un insegnate di prestigio, ma non trovarono nessuno adatto a quel ruolo sino al 1702.

Era il 13 novembre e in occasione del matrimonio nell’abazia di Saint Gorgon di Simon Gravé venne eseguito, nonostante il parere contrario di Jacques Mazurier, maestro di musica della città di Metz, il mottetto “Parce mihi Domine” di Joseph di Montigny, venuto in Lorena al seguito del visconte di Andrezel consigliere del Gran Delfino e dal 1701 subdelegato all'Intendenza d'Alsazia. Nel coro cantava anche il nostro giovane Bodin de Boismortier.

Fu così che Joseph Velette di Montigny divenne il maestro di musica di Joseph.

 

 


venerdì 30 giugno 2023

Danilo Zaffaroni STARLIGHT sestetto per fagotto e archi Michele Colombo ...


Dove il tempo si perde fra le costellazioni e dove lo spazio non riesce a prendere le misure, le stelle contemplano visioni conosciute solo da Anime elette. La musica forse arriva dalle stelle che ci parlano con la vibrazione silenziosa della luce che si concentra prima nel suono impercettibile dell’Universo e poi nella musica che orecchie umane posso udire. Ecco dunque “Starlight” di Danilo Zaffaroni, composto nel 2023 e a me dedicato, che ripropone in maniera personale il linguaggio “minimalista” americano di Steve Reich, Philip Glass.

Il quintetto d’archi, che crea un intreccio sonoro riproposto spesso con lo stesso disegno ritmico e armonico, fa da sfondo al fagotto che si contrappone al discorso compositivo con libertà e fantasia.

Vi invito dunque a prendervi qualche minuto e seguirmi nello spazio musicale creato da Danilo Zaffaroni.

Sono sicuro che non sarà tempo perso. Buon viaggio fra la luce stellare!

 


venerdì 23 giugno 2023

Jouni Kaipainen SERENADE: FULL MOON, LUNATIC BASSOON op.42 for Solo Bas...


Jouni Kaipainen (1956-2015) è un compositore, giornalista e scrittore finlandese. Ha studiato alla Sibelius Academy con Aulis Sallinen dal 1973 al 1976 e Paavo Heininen dal 1976 al 1980. Nelle sue opere, Kaipainen impiega forme classiche per modellare eventi musicali, che sono spesso di carattere narrativo. 

La “Serenade:Full moon, lunatic bassoon” op.42 è stata scritta nel 1993, undici anni prima del suo concerto per fagotto op. 74 scritto per il fagottista Otto Virtanen che lo ha inciso con la Tampere Philharmonic Orchestra nel 2005. Così si esprime Kaipainen riguardo al fagotto:

"Ritengo che il fagotto sia uno strumento molto più versatile di quanto siamo portati a credere dai concerti scolastici in poi. Considerarlo solo come il 'clown dell'orchestra' significa ignorare gran parte del suo potenziale - o, per lo meno, dovremmo intendere il termine 'clown' come un misto di commedia e tragedia alla maniera di Don Chisciotte, Chaplin, Pierrot o dei personaggi della commedia dell'arte in generale".

A favore di chi non è avvezzo ad ascoltare musica contemporanea ecco una breve guida:

“Dimenticate la melodia, l’armonia, anche l’impulso ritmico non sarà scandito da schemi consueti.

Non cercate dunque i riferimenti che negli anni avete creato ascoltando la musica “tradizionale”.

Sarà l’evento sonoro a bastare a se stesso. Il brano è strutturato in modo circolare.

Un movimento “Tranquillo e libero” che, senza soluzione di continuità passa ad un “Andante, ma rubato e capriccioso” che sfocia in un “Allegretto”, la parte centrale della composizione, che s’ intensifica sempre più in uno stringendo e crescendo sino a raggiungere la nota più acuta del brano (un mi sopracuto) che cade in un lento rimbalzo nella nota più bassa del fagotto. Un “Andante, poco rubato”  lentamente e “dolorosamente” inizia il ritorno al movimento tranquillo dell’inizio sino a chiudere il cerchio in un pacato “Largo”. Ecco dunque la stravagante serenata al chiaro di luna piena di Jouni Kaipainen, sei minuti di fagotto un po’ lunatico che nulla ha che a vedere con il romanticismo. Un cerchio di luna piena, una pista da circo dove il “clown” fagotto si esibisce in mille acrobazie.

(Se volete fatemi sapere com’è andata)